Linee guida per la messa in sicurezza e la gestione di miniere dismesse per scopi turistici, culturali e sociali


Il giorno 6 giugno 2018 si è tenuta presso la miniera "Gambatesa", in Comune di Ne (GE), la VII riunione degli aderenti alle rete RE.MI., coordinata da ISPRA, per la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso.
In sede di riunione il Gruppo di lavoro A "Predisposizione di Linee Guida per la messa in sicurezza dei siti estrattivi dismessi in sotterraneo" ha presentato una sintesi delle Linee Guida stesse, che saranno completate entro il prossimo mese di ottobre p.v., per essere definitivamente approvate dal coordinamento RE.MI. nel corso dell'VIII riunione.
Si riporta di seguito la sintesi delle Linee Guida, alla cui definizione ha partecipato attivamente l'ANIM.


Sintesi Linee Guida per la messa in sicurezza e la gestione di miniere dismesse per scopi turistici, culturali e sociali

L'ingente patrimonio minerario dismesso presente in alcune regioni italiane, testimonianza di una passata importante attività mineraria, costituisce il presupposto concreto per una attività di valorizzazione a fini turistici, culturali e sociali dei siti non più oggetto di interventi estrattivi, rendendo così viva la memoria storica dell'impegno e della fatica di tanti lavoratori del passato.
A livello nazionale le attività di valorizzazione si sono rette il più delle volte su impegni volontaristici da parte di Associazioni private o Enti Locali, in assenza di adeguate risorse tecniche ed economiche e senza una pianificazione e programmazione delle iniziative a livello nazionale o regionale.
La mancanza di indicazioni normative cui fare riferimento per l'avvio e la gestione dell'attività di valorizzazione, oltre a essere fonte di incertezza operativa, è stata causa della precarietà e della non affidabilità di interventi sul patrimonio minerario esistente, effettuati senza garanzie di sicurezza per i visitatori dei siti minerari aperti al pubblico.
Nel corso degli ultimi anni, in assenza di un quadro legislativo nazionale che si spera di concretizzare con l'azione della RE.MI., alcune regioni, quasi tutte del nord-ovest, hanno legiferato in modo sostanzialmente uniforme, anche per gli scambi tecnici e operativi che sono avvenuti tra funzionari regionali e tra operatori interessati.
Le regioni che oggi, se pur in modo non coordinato, hanno legiferato in materia di valorizzazione del patrimonio minerario dismesso risultano essere Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e Sardegna. Tali regioni hanno previsto la necessità di acquisizione di una autorizzazione regionale per la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso, mentre dal punto di vista della sicurezza hanno fatto riferimento alle norme di polizia mineraria di cui al DPR n. 128/1959, se pur con qualche distinguo non ben chiarito.
Le regioni che hanno prodotto una legislazione organica ed esaustiva, maturata in un regime di pieno coordinamento e quindi sostanzialmente sovrapponibile, risultano essere la Lombardia e la Valle d'Aosta, mentre la regione Liguria ha prodotto una legge che, seppure organica, mantiene elementi di incertezza applicativa relativamente alle norme di sicurezza mineraria.
La regione Lombardia ha approvato la legge 10 dicembre 2009, n. 28, "Disposizioni per l'utilizzo e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso" e il regolamento attuativo 17 marzo 2015, n. 2, "Criteri e modalità per il rilascio dell'autorizzazione per gli interventi di valorizzazione del patrimonio minerario dismesso".
La regione Valle d'Aosta ha approvato la legge 18 aprile 2008, n. 12, "Disposizioni per la valorizzazione dei siti minerari dismessi".
La regione Liguria ha approvato la legge 12 novembre 2014, n. 31, "Norme per il recupero e la valorizzazione dei siti estrattivi a fini museali, turistici e ricreativi".

 

1 - Messa in sicurezza dei sotterranei delle miniere dismesse, a fini di valorizzazione
Quasi sempre l'utilizzo di una miniera dismessa a fini di valorizzazione turistica, culturale e sociale richiede interventi preliminari complessi per la messa in sicurezza dei vuoti sotterranei per la fruizione da parte di visitatori.
Le leggi regionali della Lombardia e della Valle d'Aosta hanno previsto la piena applicazione alle attività di valorizzazione della legislazione in materia di Polizia Mineraria delle attività estrattive di cui al DPR n. 128/1959 e al D. Lgs. n. 624/1996. Si tratta di norme certamente previste per la sicurezza dei minatori in attività produttive minerarie, quindi talvolta non pienamente rispondenti alle necessità di tutela dei visitatori, i quali non hanno le competenze dei minatori stessi e quindi necessitano di tutele maggiori in termini di sicurezza.
Le norme di Polizia Mineraria rispondono pienamente alla regolamentazione delle attività preliminari di messa in sicurezza del sito minerario, mentre necessitano di analisi applicativa più intensa nella fase di gestione dell'attività di valorizzazione, allorquando, ai normali problemi di sicurezza relativi alla gestione dei vuoti minerari, si aggiungono quelli delle visite ai vuoti stessi da parte persone non pienamente a conoscenza dei rischi minerari e organizzativi del sotterraneo.
La previsione normativa circa l'obbligo della presenza in denuncia di esercizio dell'attività di valorizzazione mineraria di un Direttore responsabile dei luoghi di lavoro con le caratteristiche di cui all'art. 27 del DPR n. 128/1959 (laurea in ingegneria o geologia e abilitazione all'esercizio della professione o perito industriale minerario, in possesso delle capacità e competenze adeguate) costituisce una garanzia sostanziale circa l'obiettivo della legislazione regionale di affrontare le problematiche di sicurezza mineraria dei vuoti minerari dismessi con professionalità.
Si esaminano di seguito le specifiche problematiche della messa in sicurezza dei siti minerari dismessi e della fase di gestione dell'attività di valorizzazione, evidenziando che alcune problematiche possono esser presenti in entrambe le fasi.
L'esame delle problematiche per la messa in sicurezza e la gestione dei siti minerari dismessi non ha certamente carattere di esaustività, in quanto dovranno essere considerate anche quelle sito-specifiche, che non possono essere oggetto di una relazione di carattere generale.

A - Messa in sicurezza dei siti minerari dismessi
a. Sistemazione delle strade di accesso dei visitatori al sito minerario. Le strade di accesso sono spesso inadeguate a consentire il transito in sicurezza dei visitatori, sia per la conformazione delle strade stesse, non progettate per permettere il transito al pubblico, sia per le condizioni di manutenzione e vetustà. Le strade di accesso devono permettere un percorso pedonale o con mezzi meccanici in piena sicurezza, per la copertura dei dislivelli presenti, con adeguate caratteristiche del fondo stradale e protezioni laterali.

b. Sistemazione degli ingressi del sito estrattivo. Gli ingressi delle miniere rappresentano un punto di debolezza del sistema di accesso al sito dismesso, in quanto possono presentare problemi di sicurezza per crolli o franamenti dall'alto e instabilità per i primi metri delle gallerie di accesso, generalmente in roccia meno salda o addirittura oggetto di interventi di demolizione nelle fasi di chiusura mineraria successivamente alla cessazione dell'attività estrattiva.

c. Messa in sicurezza statica dei vuoti sotterranei. La messa in sicurezza statica dei vuoti sotterranei costituisce il principale intervento richiesto per poter permettere l'accesso dei visitatori ai cantieri dismessi. Come noto, le vie di transito e i cantieri in sotterraneo delle miniere sono progettati per consentire i lavori di coltivazione per il tempo necessario all'esaurimento della sezione di giacimento o all'utilizzo delle vie di transito del personale e di trasporto del minerale. Gran parte delle attività estrattive presenta problemi di stabilità dei sotterranei, e tali problemi sono incrementati in funzione della vetustà dei vuoti, per il maggiore degrado della roccia intervenuto nel corso del tempo. Le situazioni di stabilità più favorevoli si presentano allorquando si può avviare l'attività di valorizzazione senza soluzione di continuità rispetto a quella cessante di coltivazione. Gli interventi di messa in sicurezza statica possono talvolta rappresentare un onere tecnico ed economico insostenibile per gli Enti o Associazioni interessate alla valorizzazione, e tali da richiedere specifici e rilevanti finanziamenti da parte della Pubblica Amministrazione. I lavori di messa in sicurezza statica dovranno essere preceduti da un approfondito progetto di stabilità, se necessario mediante sistemi di calcolo ad elementi finiti o definiti, anche in considerazione delle condizioni di stabilità a livello locale generale e tenendo conto della possibilità di distacco di singoli blocchi. La regione Lombardia ha approvato la deliberazione n. 8749 del 22 dicembre 2008, relativa alla verifica di stabilità nelle attività estrattive, che può essere presa a riferimento per la progettazione degli interventi di messa in sicurezza statica. I progettisti dovranno individuare un percorso protetto per le visite, prevedendo la possibilità di ispezione agevole e sistematica del tetto delle gallerie o dei vuoti di cantiere, per prevenire il distacco di blocchi, eventualmente proteggendo il percorso stesso con reti o altri sistemi di trattenuta.

d. Disponibilità di una seconda uscita dal sotterraneo. Le norme di polizia mineraria prevedono la necessità di disporre di una seconda uscita, di sicurezza, dal sotterraneo del sito dismesso, La seconda uscita deve essere pienamente praticabile, in modo non difforme rispetto a quella di entrata principale, dovendosi prevedere, tra l'altro, la necessità di evacuare un ferito in barella. La necessità di disporre di una seconda uscita dal sotterraneo potrebbe creare problemi autorizzativi ad alcune attività di valorizzazione relative a vecchie miniere che non dispongono di tale seconda uscita.

e. Verifica circa la possibilità di venute d'acqua improvvise nel vuoto sotterraneo. I progettisti dell'attività di valorizzazione dovranno verificare con estrema attenzione che i cantieri esauriti a quote superiori rispetto a quelli presenti alla quota di transito dei visitatori non possano contenere accumuli d'acqua, trattenuta da ostacoli naturali, che in particolari condizioni di piovosità all'esterno possano cedere improvvisamente per gli elevati volumi drenati all'interno del sito minerario. La situazione descritta si presenta sovente nelle miniere con accessi a mezza costa, caratteristici dell'arco alpino, la cui attività di sfruttamento è cominciata coltivando le sezioni di giacimento a quota più elevata.

f. Predisposizione delle vie di deflusso dell'acqua di miniera. Si tratta di operazione sempre necessaria quando si verifichino portate di acqua da edurre elevate, anche a livello stagionale. La predisposizione di rigole di pendenza e profondità sufficienti risolverà agevolmente il problema.

B - Gestione in condizioni di sicurezza dei siti minerari dismessi
a. Monitoraggio sistematico dei vuoti di coltivazione. Il monitoraggio dovrà essere effettuato da parte del Sorvegliante, per la prevenzione di crolli o cadute di blocchi. In sede di progettazione degli interventi per la messa in sicurezza dei vuoti sotterranei potranno essere previsti adeguati sistemi di monitoraggio per il controllo continuo o discontinuo di sezioni della miniera con particolari problemi di stabilità, anche con allarme in caso di supermento dei parametri individuati dal progettista.

b. Disponibilità di mezzi di trasporto in sotterraneo. I mezzi per il trasporto dei visitatori in sotterraneo dovranno rispettare la specifica normativa relativa alle macchine Qualora si utilizzino mezzi di trasporto (essenzialmente treni) già usati nelle attività estrattive passate, dovrà essere verificata la rispondenza di tali mezzi alle previsioni normative così come chiarite, ancora, dalla direttiva macchine.

c. Ventilazione dei vuoti sotterranei. La ventilazione dei vuoti sotterranei dovrà essere garantita secondo le indicazioni contenute nelle norme di Polizia Mineraria, tenendo conto delle condizioni più gravose di esercizio, nonché per la prevenzione degli incendi. Si osserva che per la gran parte delle miniere dismesse è sufficiente la ventilazione naturale, in quanto nella fase di esercizio non vi è produzione di polveri dovuta a lavori di abbattimento o di inquinanti derivanti dalla presenza di mezzi diesel, che non risulta siano utilizzati nelle attività di valorizzazione.

d. Gestione delle emergenze. In sede di conduzione dell'attività di valorizzazione la gestione delle emergenze costituisce un'attività rilevante, che dovrà essere valutata attentamente ed esplicata nel Documento di Sicurezza e Salute (DSS) di cui al D. Lgs. n. 624/1996. La gestione delle emergenze è riferita a pronto soccorso, antincendio, incidenti nei cantieri e nelle vie di transito, evacuazione degli operatori e dei visitatori, stabilità dei vuoti sotterranei.

e. Impianti in sotterraneo. Gli impianti in sotterraneo dovranno essere rispondenti alle norme di cui al DPR n. 128/1959 al D. Lgs. n. 81/2008, "Testo unico sulla sicurezza del lavoro" e le verifiche previste dovranno essere effettuate con la periodicità stabilità dalle norme o dal DSS. Particolare attenzione dovrà essere posta relativamente alla costruzione dell'impianto elettrico, dell'impianto di comunicazione con l'esterno e di illuminazione di emergenza.

f. Disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). I dispositivi di protezione individuale necessari per la gestione in sicurezza del sito minerario dismesso dovranno essere individuati dal DSS e le guide minerarie e i visitatori dovranno essere informati e formati secondo le necessità rappresentate dallo stesso DSS.

g. Formazione delle guide minerarie. Le guide minerarie dovranno acquisire una formazione adeguata alle problematiche di sicurezza evidenziate in sede di valutazione dei rischi, soprattutto in relazione alla necessità di prestare assistenza ai visitatori nel caso sia necessario gestire un'emergenza. E' auspicabile che le guide minerarie possano essere formate secondo il programma che sarà definito dall'apposito gruppo di lavoro costituito in ambito RE.MI.

h. Documento organizzativo di gestione delle attività di valorizzazione. Il Direttore Responsabile dei luoghi di lavoro dovrà predisporre gli ordini di servizio necessari per la gestione dell'attività di valorizzazione, al fine, soprattutto, di regolare il flusso dei visitatori all'interno in relazione alle necessità di sicurezza evidenziate dal DSS. In particolare dovrà essere definito il numero massimo dei componenti i singoli gruppi di visita e il numero massimo di visitatori e guide minerarie presenti contemporaneamente nel sotterraneo.
Secondo il regolamento n. 2/2015 della regione Lombardia, le previsioni di cui al precedente punto devono far parte del progetto di valorizzazione, mentre quelle di cui al punto B devono far parte del programma di valorizzazione.
Risulta necessaria la redazione di un business plan che elenchi gli investimenti necessari per realizzazione degli interventi di cui ai precedenti punti A e B, nonché per l'individuazione delle spese di gestione necessarie a condurre almeno in equilibrio economico l'attività di valorizzazione.
Nel caso in cui si rendano fruibili al pubblico cantieri estrattivi dismessi di miniere ancora in esercizio, tutte le considerazioni che precedono valgono ancora relativamente a tali cantieri, evidenziando, inoltre, la necessità di un coordinamento formale tra l'attività mineraria ancora in esercizio e quella relativa alla valorizzazione dei cantieri dismessi.


2 - Messa in sicurezza dei siti estrattivi dismessi e degli impianti a cielo aperto a fini di valorizzazione
La valorizzazione di siti minerari all'esterno può avvenire in particolari situazioni in cui, oltre agli aspetti normali legati alla presenza dell'attività dismessa, bisogna riscontrare elementi favorevoli in termini culturali, di strutture di ricezione sul territorio, di specifiche caratteristiche morfologiche, paesaggistiche e ambientali, al di là del ristretto significato di concetti di recupero, riabilitazione e riassetto.
L'esame della casistica e delle condizioni operative possibili va oltre lo scopo della presente relazione: occorre valutare, progettare ed attuare interventi per la messa in sicurezza di pareti estrattive, recupero ambientale di cantieri dismessi, messa in sicurezza, bonifica e recupero ambientale di discariche minerarie, ripristino di percorsi per mezzi d'opera, protezione di laghi derivanti dall'attività estrattiva, etc.
Talvolta, per esigenze di valorizzazione, è necessario procedere alla bonifica e messa in sicurezza di impianti e macchinari, per l'eliminazione dei pericoli per la salute e l'incolumità dei visitatori.

 

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