Piano regionale amianto Regione Piemonte

Aree di cava e di miniera inattive per l'ubicazione di impianti di smaltimento di materiali contenenti amianto

La regione Piemonte, con deliberazione della Giunta Regionale 20 febbraio 2017, n. 25-4693, in attuazione del Piano regionale amianto per gli anni 2016 - 2020, ha recepito il documento "Approfondimento relativo alla presenza di aree di cava e di miniera inattive per l'ubicazione di impianti di smaltimento di materiali contenenti amianto". Nel piano regionale amianto è esaminata, nell'ambito delle varie tematiche di natura ambientale e sanitaria, la problematica dello smaltimento dei rifiuti provenienti dalle operazioni di rimozione dell'amianto, ed è messa in luce la carenza di impianti dedicati al conferimento di detti rifiuti. Può essere presa in considerazione l'autorizzazione di impianti (discariche) presso cave e miniere dismesse: la Direzione regionale competente, in collaborazione con ARPA Piemonte, ha condotto l'approfondimento previsto, mettendo in luce la presenza di circa 1700 siti estrattivi inattivi, rispetto ai quali è stato condotto un lavoro di screening e di valutazione. Per quanto riguarda la tipologia delle coltivazioni, sono state prese in considerazione sia quelle a cielo aperto che quelle in sotterraneo, evidenziando come le cave a fossa e quelle in sotterraneo siano le più adeguate a ospitare un sito di rifiuti contenenti amianto. La metodologia con la quale è stato impostato lo studio tiene conto di elementi delineati dalla normativa vigente, che entrano in gioco nell'ambito dei procedimenti di autorizzazione degli impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, dei quali si è tenuto conto per condurre uno "screening selettivo" sull'elenco complessivo delle attività estrattive inattive.
Gli elementi considerati per la definizione di aree potenzialmente idonee all'autorizzazione di impianti di smaltimento dell'amianto, nell'ambito dello "screening selettivo", sono stati i seguenti:
• aree esondabili ricavate sia dalle fasce fluviali che dalla perimetrazione delle piene storiche di riferimento;
• aree in frana in base al SIFRaP;
• comuni sismici (zona sismica 3S);
• aree che presentano soggiacenza della falda inferiore a 10 metri;
• presenza di aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria), ZPS (Zone di Protezione Speciale) e SIR (Siti di Importanza Regionale);
• aree statisticamente più ventose (definite come brezza leggera - Classi 4 e 5);
• distanza da aree residenziali con estensione maggiore di 100.000 mq minore di 500 metri.
In considerazione dell'elevato numero di punti di cava/miniera inattivi si è stabilito di escludere tutte le cave e le miniere dismesse che andassero a intersecare anche uno solo dei parametri presi in considerazione. Con la procedura precedente sono stati individuati 609 siti che non presentano alcun tipo di vincolo, quindi utilizzabili quali punti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto, salvi gli ulteriori studi e valutazioni sito-specifici.

 

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