Una fabbrica per l'arte

Strategie di rigenerazione urbana per le fornaci di Ponte Crotte a Brescia

Tesi di Laurea Magistrale in Architettura
Relatori: Prof.re Carlo Gandolfi   Laurando: Oliviero Brognoli

L'obbiettivo primario di questo studio è quello di cercare di dare una risposta per ridare vita a un luogo dimenticato del passato, con un intervento di riqualificazione e riuso degli spazi esistenti, non escludendo la necessità di creare nuovi corpi di fabbrica che aiutino al funzionamento dello stesso. Partendo da un dibattito aperto ormai da quasi un secolo, il tema dell'archeologia industriale, che pone come traguardo, la rinascita e il riuso di edifici industriali abbandonati, cercando di ridare ad essi una funzione, che non è più quella della produzione industriale. Queste fabbriche, in molti casi, rappresentano un'occasione importante per riappropriarsi di grandi spazi ormai inutilizzati e dimenticati dalle città che le ospitano. In molti casi, a causa della continua espansione delle città europee nel xx secolo alcune di queste fabbriche, all'epoca costruite sul limite della città, oggi si trovano al centro del tessuto urbano. La pianificazione urbanistica, progettando la crescita delle città, spesso non ha tenuto conto di queste aree industriali oggi dismesse, il che ha creato dei grandi vuoti urbani nella città contemporanea. Vuoti che oggi, dopo un secolo di speculazioni e spreco di suolo, rappresentano una risorsa inderogabile per le città. Inoltre queste fabbriche sono a testimonianza del nostro passato fortemente industriale, legato alla manodopera e alla tecnologia. Anche in questo senso rappresentano una fonte, per riportare alla luce molti temi: le condizioni di lavoro, la qualità della vita attorno alla fabbrica, i prodotti fabbricati, i metodi di lavorazione, l'evoluzione tecnologica per la produzione, i metodi e le logiche di costruzione degli stessi edifici. Quindi, studiano e analizzando altri esempi di riqualificazione e riuso di edifici industriali, insieme alla storia del luogo delle Fornaci di ponte Crotte, ci si pone come obbiettivo quello di creare un nuovo centro produttivo; che passa dall'essere, per sua natura, luogo della produzione industriale, a luogo della produzione culturale, artistica e artigianale.

Il luogo
Le fornaci di ponte Crotte si trovano oggi in un totale stato di abbandono, circondate dallo sviluppo della città moderna, che le ha ingerite, circondate e dimenticate.
Sono posizionate al di là del fiume Mella che delimita l'area ad est, lasciando uno sguardo aperto verso il centro di Brescia, ma creando comunque un fronte chiuso, dettato dal grande dislivello presente tra la quota della città e quella del letto del fiume. Collegate con la città a nord, grazie al ponte Crotte, antico ponte romano, e all'omonima via, che unisce Brescia ad Urago Mella; su questo asse viario è presente un antico accesso alle fornaci.
A sud dell'area, vi è una fabbrica in attività, realizzata in un'epoca successiva a quella delle calchere, addossata ad esse e che quindi presenta un altro fronte chiuso. Mentre ad ovest, su vicolo Crotte, il lotto è delimitato dall'antico muro che circondava la fabbrica, al quale, in tempi recenti è stato addossato un nuovo corpo di fabbrica, con funzione di garage, ma che all'oggi risulta essere inutilizzato.
Descrivendo l'intorno prossimo delle fornaci risulta evidente come le azioni compiute nella pianificazione del territorio si siano dimenticate di questo luogo simbolo della città, creandogli un recinto tutt'intorno e rendendole quasi inaccessibili.
Escludendo il limite naturale dettato dal fiume Mella ad est, gli altri tre lati hanno subito delle trasformazioni atte a rinchiudere questo passato così presente e forse, proprio per questo, non considerato con il giusto valore che si merita.
Nonostante tutto però, le fornaci, seppur dimenticate, grazie all'imponenza delle tre torri, continuano a svettare nel cielo, sopra le fronde degli alberi, al di là del fiume; quasi a volerci dire, "ci siamo ancora, siamo qui", attirando a se i più curiosi. Anche l'occhio di un osservatore meno attento non può fare a meno di notare la loro presenza. Iniziando a studiare questo luogo in maniera più approfondita, osservandolo, disegnandolo e confrontandolo con altre industrie, la prima cosa che si osserva è come ogni edificio industriale e in questo caso più specifico, le fornaci di ponte Crotte racchiudano in sé l'arte del costruire, la logica degli spazi e dei percorsi e l'estrema funzionalità legata alla necessità. Osservando delle planimetrie di rilievo del ‘78, realizzate dall'istituto Tartaglia di Brescia, la logica costruttiva e la razionalità di questo sistema fabbrica risultano immediatamente chiare. Tutto ruota attorno ai tre forni e al magazzino centrale di stoccaggio del prodotto finito, posto al piano terra, che uniti rappresentano il cuore produttivo e di scambio del sistema.
I forni sono posizionati equidistanti dal magazzino e già questo sottolinea l'economia dei percorsi, necessari per depositare il prodotto finito, una volta raccolto, alla base dei forni, all'interno del magazzino. In oltre possiamo osservare come anche le aperture, al piano terra, alla base dei forni e sui lati del magazzino gestiscano lo spazio, creando dei percorsi quasi obbligati e rettilinei. Ad ogni punti di raccolta dei forni, corrisponde un'apertura del magazzino, sul lato più vicino ad essi. Oltre a queste 3 aperture minori, lo spazio di stoccaggio, non presenta alcuna apertura per la luce naturale, ma possiede un portale attraverso il quale venivano caricati i mezzi pesanti per esportare la calce viva.

Il presente articolo è stato pubblicato a pag. 91 del n.630/2017 di Quarry & Construction...continua a leggere

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