Al freddo e al gelo

Il Gruppo Merlo festeggia i 30 anni di presenza al Polo Sud

L'Antartide, nonostante le condizioni climatiche avverse, arriva a ospitare in alcuni periodi dell'anno oltre 5000 persone tra studiosi e scienziati che operano nelle 29 basi presenti al Polo Sud. Due sono italiane: la Concordia (condivisa con la spedizione francese) e la Stazione Mario Zucchelli (Originariamente chiamata Baia Terra Nova). L'esperienza italiana al Polo Sud è iniziata nel 1985 e sin dai primi anni i mezzi Merlo hanno accompagnato la spedizione.
Era il 1987 quando il primo sollevatore telescopico sbarcò in Antartide: un Merlo Sm35 dotato di forche e falcone. Una impresa tutta italiana nata qualche anno prima dall'incontro di due persone fuori dal comune, l'ingegnere Mario Zucchelli ed Amilcare Merlo. Zucchelli era alla ricerca di una macchina in grado di allestire e gestire la logistica all'interno della Base Terra Nova appena inaugurata. La sfida era quella di trovare una macchina in grado di lavorare in condizioni estreme, con temperature fino a -40° e venti che soffiavano a centinaia di chilometri orari. Mario Zucchelli selezionò in prima persona i mezzi per la missione antartica e scelse di affidarsi a Merlo. L'SM 30 venne scelto perché affidabile, rapido e prestante: caratteristiche di fondamentale importanza quando si opera in condizioni climatiche estreme, dove anche il più piccolo errore può costare molto caro. Gli operatori si accorsero subito delle potenzialità del telescopico Merlo e ben presto il mezzo a loro disposizione non fu più sufficiente, l'Sm35 era infatti impegnato a tempo pieno per le movimentazioni di base, ma era necessario un mezzo più prestante in grado di scaricare il materiale degli aerei cargo e trasportarlo rapidamente alla base. L'anno seguente venne così acquistato un P60.6, macchina dalla portata di 6000 kg che poteva raggiungere i 6 metri di altezza.
Il mezzo, dotato di pinza tronchi era in grado anche di movimentare materiale utile per la preparazione delle operazioni di ricerca. Lo stesso anno venne acquistata una betoniera auto caricante DBM per le costruzioni da realizzare in loco. Negli anni, la presenza Merlo in Antartide è cresciuta e oggi operano ben 12 sollevatori prodotti dall'azienda cuneese, non più utilizzati solamente per la movimentazione del materiale ma anche impegnati direttamente nelle attività di ricerca scientifica.
Una delle prime ha visto impegnato un P60.10, equipaggiato con trivella carotatrice, realizzare profondi fori nel ghiaccio per permettere ai sommozzatori di immergersi nelle fredde acque antartiche. I telescopici Merlo sono stati messi alla prova anche in tempi più recenti, nel 2013 infatti Merlo ha consegnato un sollevatore della famiglia compatti alla Base Scott (Nuova Zelanda): un P28.8 Plus allestito per operare nel clima rigido del Polo Sud e dotato di forche, navicella e falcone. Un mezzo destinato a svolgere numerose operazioni nella base situata sull'isola di Ross. Nel 2015 poi sono stati consegnati altri due sollevatori telescopici, questa volta per la Stazione italiana Mario Zucchelli: un P72.10 (macchina da alte prestazioni, con una portata massima di 7200 kg e un'altezza di sollevamento fino a 9,6 metri) e un P40.17 Plus (con una portata massima di 4000 kg, un'altezza di sollevamento fi no a 16,7 metri e dotato di stabilizzatori, per impieghi in cui sono richieste sicurezza e precisione), a dimostrazione di quanto le macchine Merlo siano efficienti e versatili anche nelle condizioni più estreme.

 

Share