Fatto per durare, fatto per essere sostenibile

Durabilità e sosteniblità: sono gli obiettivi di Sika per il 2019 portati al GIC 2018 di Piacenza. La sfida lanciata dall'azienda è quella di produrre un calcestruzzo sostenibile, usando componenti riciclati con caratteristiche tali da farlo durare anche più di 100 anni

Sopravvivere alla prova del tempo. È sempre stata questa l'idea e insieme l'ossessione di tanti uomini che hanno voluto lasciare un segno tangibile e profondo nella storia, per essere così ricordati dalle generazioni a venire. Questa ambizione, seppur in altre dimensioni temporali, è uno degli obiettivi di Sika per il 2019: produrre un calcestruzzo sostenibile ed ecologico che duri nel tempo e che riesca a superare senza problemi anche i 100 anni di vita. Un progetto innovativo che l'azienda ha presentato al GIC di Piacenza a inizio novembre, evento incentrato sui metodi e le tecnologie per produrre calcestruzzo.


Additivi che allungano la vita
Sika si caratterizza per essere una grande realtà attiva in più di duecento paesi nel mondo, il gruppo italiano, attivo dal 1932, è impegnata attualmente in molti cantieri, come il passante ferroviario del Brennero. Sika Italia dispone di una sede amministrativa situata a Peschiera Borromeo (MI) e di impianti di produzione a Sassuolo, Calusco d'Adda e Siderno, con capillarità elevata su tutto il territorio italiano. Giuseppe Arrigoni Product Engineer Concrete di Sika Italia, durante le giornate piacentine del GIC, ha spiegato come produrre calcestruzzo durabile: "Quando si costruisce un'opera si pensa che questa sia immune a tutto, in realtà il calcestruzzo è un materiale che per sua natura ha una determinata vita, è soggetto a escursioni termiche e ad agenti atmosferici, come caldo, freddo, secco e acqua. Queste variazioni fanno sì che la struttura del calcestruzzo si modifichi e che al suo interno possano entrare componenti che la danneggiano". In queste eventualità gli additivi possono venire in aiuto al calcestruzzo, salvandolo da un danneggiamento che altrimenti sarebbe inevitabile e preservando il normale ciclo di vita delle strutture in calcestruzzo da stagionalità, irraggiamento solare e gelo. La mission di Sika è di studiare numerose miscele e additivi da utilizzare nella produzione di calcestruzzo, cemento e malte. Questi prodotti migliorano le specifiche proprietà del calcestruzzo fresco o indurito, come la lavorabilità, la tenuta all'acqua, la durabilità e la resistenza meccanica iniziale e finale. Grazie a questi speciali additivi il ciclo di vita della struttura aumenta e il danneggiamento delle strutture in calcestruzzo rallenta. "Se con la chimica che attualmente abbiamo a disposizione riusciamo a progettare additivi per calcestruzzo resistenti agli agenti atmosferici, riusciamo anche a determinare una vita utile e stabilire degli interventi di manutenzione. Così facendo il calcestruzzo può durare anche più di 100 anni", ha precisato Arrigoni.


Acqua, nemica e amica
Uno dei problemi più grossi che i produttori di calcestruzzo devono affrontare è sicuramente quello costituito dal progressivo innalzamento delle falde acquifere, che richiederà sistemi sempre più efficienti di impermeabilizzazione. È noto che acqua e calcestruzzo non vanno assolutamente d'accordo, questo perché all'interno delle strutture in cemento armato ci sono i ferri da armatura che possono essere corrosi, quindi uno dei modi perché il calcestruzzo abbia una buona vita è quello di evitare che l'acqua penetri all'interno delle strutture. "Potrebbe sembrare un discorso banale, ma non lo è - ricorda Arrigoni -. Per tenere l'acqua fuori dalle opere ci sono diversi sistemi che permettono, ad esempio, nella parte sotto falda e sotto il piano di campagna delle case, di realizzare un bacino impermeabile all'acqua per evitare danni strutturali e infiltrazioni. Gli additivi per calcestruzzo possono migliorare la sostenibilità delle costruzioni in modi diversi consentendo l'applicazione del calcestruzzo al posto di altri materiali da costruzione e migliorando la durabilità delle infrastrutture. Utilizzando additivi speciali, come quelli per la riduzione di acqua, è possibile l'impiego di materiali alternativi e riciclati, come gli inerti, per la produzione di calcestruzzo. Infine, in molti casi l'energia richiesta per produrre certi conglomerati di calcestruzzo o cemento sarà minore grazie all'uso degli additivi speciali; anche per avere particolari caratteristiche come impermeabilizzanti a rapida presa e acceleranti per ottenere elevate resistenze precoci nel calcestruzzo.


Rispetto per l'ambiente
Per produrre calcestruzzo di ottima qualità, che abbia tutte le caratteristiche per durare nel tempo, occorrono inevitabilmente inerti di qualità. Queste materie prime sono generalmente estratte da cave e trasformate mediante processi produttivi in cui serve anche un quantitativo ingente di acqua finalizzato ad eliminare le impurità. "Abbiamo capito che l'acqua è un bene molto prezioso e che lo sarà sempre di più nei prossimi anni - riflette il Product Engineer Concrete -. Questo significa che per produrre un calcestruzzo durevole dovremo rendere conto della spesa in termini di sostenibilità delle materie prime: l'acqua è uno di quei beni che deve essere risparmiato il più possibile, sia per produrre calcestruzzo sia nei processi di lavaggio delle attrezzature, operazioni che genericamente richiedono quantitativi di acqua enormi". Aziende chimiche come Sika possono fare la differenza consentendo con i loro additivi di realizzare calcestruzzo anche con componenti riciclati provenienti da demolizioni. La bandiera della sostenibilità è tenuta alta da Sika che la pone come linea guida per il futuro. Giuseppe Arrigoni specifica: "Ci sono casi, come quello del terremoto in Abruzzo del 2009, in cui uno dei problemi principali è lo smaltimento delle macerie, non certo risolvibile soltanto con il loro spostamento. Le aziende chimiche come Sika permettono di utilizzare anche quella materie re-immettendole in un ciclo di produzione del calcestruzzo non strutturale". L'attenzione di un'azienda globale come Sika non si limita, quindi, a ottimizzare gli additivi e i processi produttivi del calcestruzzo, ma guarda con occhio attento anche alle necessità dell'ambiente, per aiutare anche a progettare un mondo sostenibile oltre che duraturo.

 

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