Approvazione Programma regionale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso della regione Lombardia

Con deliberazione del Consiglio Regionale della Lombardia n. X1/1852 del 20 aprile 2021 è stato approvato il Programma regionale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso della Lombardia (PRV), applicazione della legge regionale n. 28/2009, la quale disciplina, in un quadro di sviluppo sostenibile, le attività di utilizzo e valorizzazione del patrimonio minerario dismesso.

La Lombardia è la prima regione italiana ad aver definito ed affrontato in modo organico e con successo una politica regionale per la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso, per poter sfruttare con razionalità, efficienza ed efficacia le numerose potenzialità di tipo tecnico, amministrativo, economico e sociale sottese ad una attività di valorizzazione, in assenza di riferimenti legislativi e normativi a livello nazionale e solo con accenni di normazione da parte delle altre Regioni su cui insiste un significativo patrimonio minerario dismesso.

La Giunta regionale ed il Consiglio regionale, agendo di concerto e con successo, hanno definito compiutamente l'impalcatura legislativa delle attività di valorizzazione, anche risolvendo le incertezze di tipo normativo che avevano ostacolato nel recente passato lo sviluppo delle attività di valorizzazione: il percorso normativo è stato avviato con l'approvazione della legge regionale n. 28/2009, Disposizioni per l'utilizzo e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso, è proseguito con l'approvazione del regolamento regionale n. 2/2015, Criteri e modalità per il rilascio dell'autorizzazione per gli interventi di valorizzazione del patrimonio minerario dismesso, e, finalmente, si è concluso con la delibera del Consiglio regionale n. X1/1852/2021 di approvazione del PRV.

Gli obiettivi di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 28/2009 si attuano anche attraverso il PRV, il quale:
• costituisce lo strumento di coordinamento delle azioni di tutti i soggetti istituzionali;
• definisce le linee e gli indirizzi per lo sviluppo delle attività condotte dagli enti locali e dalle autonomie funzionali per l'attuazione degli obiettivi di cui alla legge regionale n. 28/2009;
• tiene conto delle specifiche realtà e attività di valorizzazione già avviate, delle necessità di sviluppo delle attività minerarie in esercizio, della salvaguardia dei giacimenti minerari non ancora esauriti e della possibilità di ripresa produttiva a fini estrattivi delle miniere dismesse.

Per l'attuazione del PRV la legge regionale n. 28/2009 introduce un concetto innovativo per la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso in Lombardia, con una connotazione originale, nel novero degli studi di settore su queste discipline. All'articolo 3, infatti, istituisce i Parchi Geominerari, individuati quali ambiti territoriali caratterizzati dallo sviluppo delle attività minerarie dismesse secondo principi di unitarietà delle tecniche minerarie adottate, delle tecnologie di estrazione e lavorazione del minerale estratto, delle iniziative economiche ed industriali connesse con quelle minerarie e delle potenzialità di valorizzazione coordinata con interventi pubblico-privato.

Fondamentale è la notazione che riguarda specificamente i Parchi Geominerari che, "a differenza dei parchi naturali, con obiettivi di tutela naturalistica, non necessitano di continuità spaziale per perseguire i propri obiettivi di tutela, per cui possono essere costituiti da più siti circoscritti (miniere, industrie di lavorazione, musei) distanti tra loro, pur facendo parte di uno stesso sistema produttivo, accomunato da una comune intrapresa umana e dalla continuità delle strutture geologiche".
Con riferimento all'affermazione precedente, i Parchi Geominerari si configurano come aree comprensoriali suddivise in categorie diverse, individuate in base alle caratteristiche minerarie, geo-giacimentologiche e tecnologie estrattive, che contraddistinguono i vari siti minerari presenti sul territorio. A tutti gli effetti i Parchi Geominerari più che entità geografiche sono da assimilare a contenitori concettuali, organici alla aggregazione dei siti minerari in aree omogenee scientificamente definite secondo criteri di uniformità geo-giacimentologica, mineraria e tecnologica.

All'interno dei Parchi Geominerari è prevista una graduazione degli interventi di tutela e valorizzazione, con priorità degli interventi di messa in sicurezza dei vuoti sotterranei delle cessate attività minerarie, e viene favorita da parte della Regione la raccolta, catalogazione e conservazione della documentazione tecnica ed amministrativa relativa alle attività minerarie dismesse all'interno di interventi a fini di tutela e valorizzazione.

Il PRV individua nei Parchi Geominerari quindi lo strumento operativo, ovvero la condizione attuativa della legge regionale n. 28/2009. Il loro posizionamento è da individuare all'interno di aree territorialmente omogenee in funzione dei requisiti stabiliti dalla legge. In via preliminare sono state individuate le aree di cui sopra secondo caratteri omogenei per quanto riguarda tipo di minerale, affinità geogiacimentologica e evoluzione storica. Le aree con le medesime caratteristiche sono state definite quali Ambiti Territoriali di Interesse Minerario (ATIM).

I Parchi Geominerari insistono all'interno degli ATIM individuati e la loro configurazione ed estensione risponde, oltre che agli specifici caratteri di natura mineraria, anche a valenze di tipo amministrativo e di pertinenza territoriale secondo l'indice di sensibilità espresso dalle comunità locali. Il PRV, poi, definisce linee di indirizzo e modalità di gestione, in funzione della originaria vocazione degli ambiti e delle iniziative proposte dagli operatori locali per la valorizzazione delle aree destinate a Parco Geominerario.

Gli Ambiti Territoriali di Interesse Minerario (ATIM) sono aree individuate specificamente sulle base delle caratteristiche tecniche di lavorazione, processi di trattamento e ricadute economiche del minerale estratto. Essi sono contraddistinti da una corrispondenza accentuata delle pratiche e delle attività legate alle operazioni di individuazione e trasformazione di minerali, che insistono su questi territori, contrassegnati da particolari caratteristiche geologiche, fino a determinarne nel tempo l'impronta antropica. Seguendo questo criterio si possono distinguere e accorpare aree in cui sono presenti miniere di materiali simili ma ubicate in zone geograficamente e geologicamente diverse oppure semplicemente identificarle in ragione di minerali tipici o pietre particolari.

Si definiscono, pertanto, gli Ambiti Territoriali di Interesse Minerario (ATIM) individuati e distinti in Regione Lombardia, prendendo in esame le categorie minerarie, le caratteristiche geo-giacimentologiche, gli aspetti morfologici, i processi genetici e l'intervallo geocronologico di messa in posto dei vari giacimenti oggetto di coltivazione mineraria.


Obiettivi e azioni del PRV
Il PRV, mediante la definizione di obiettivi e azioni, mira a coordinare e implementare comuni strategie, azioni e sinergie in modo integrato e in collaborazione fra i soggetti istituzionali. Il coordinamento si articolerà:
• nella programmazione delle attività di valorizzazione dei singoli siti minerari dismessi, prevedendone lo sviluppo integrato nel rispetto delle loro specificità, mediante l'individuazione degli interventi, la tutela della sicurezza e un confronto attivo e partecipativo con gli operatori dei siti minerari dismessi valorizzati;
• nella salvaguardia e tutela dei valori presenti nel territorio connessi ai siti minerari dismessi mediante una integrazione e sistematizzazione dei dati disponibili, una messa in luce delle peculiarità caratterizzanti ogni Parco Geominerario, in riferimento al contesto geologico-strutturale e giacimentologico, al patrimonio tecnologico di ingegneria mineraria; ai reperti di archeologia industriale, alla protezione e conservazione del patrimonio documentale, dell'ambiente e dei valori archeologici, storici, paesaggistici, monumentali e etno-antropologici connessi;
• nell'incentivazione delle attività di valorizzazione, attraverso una semplificazione dei procedimenti amministrativi per l'autorizzazione degli interventi, una qualificazione coordinata degli operatori e l'individuazione di criteri di valutazione omogenei delle singole istanze di valorizzazione;
• nel favorire attività di promozione dei Parchi Geominerari e dei siti già valorizzati mediante la creazione di una Rete Regionale dei Parchi, volta a diffondere la conoscenza dei siti e della tematica, nonché l'incentivazione delle attività di ricerca scientifica.
In particolare, la valorizzazione dei siti minerari dismessi nel territorio lombardo è volta in primo luogo al censimento, alla localizzazione e alla caratterizzazione geologica e giacimentologica degli stessi, alla conoscenza delle tecniche minerarie e di trattamento del minerale ivi impiegate storicamente, nonché alla conoscenza archeologica, storica e documentale.
In secondo luogo alla individuazione dei tratti o porzioni di gallerie e cantieri di coltivazione in sotterraneo o a cielo aperto passibili di fruizione, alla loro messa in sicurezza statica, al recupero ambientale, al recupero e conservazione del patrimonio documentale esistente, alla tutela e alla fruizione di interi complessi immobiliari di pertinenza mineraria o di gruppi di siti minerari caratterizzati da unitarietà in termini di minerali estratti, modalità di coltivazione, rapporto con il paesaggio circostante, rapporti economici e storici con le comunità locali.


Ambiti Territoriali di Interesse Minerario (ATIM)

Gli ATIM sono stati individuati a partire dalla Carta Geomineraria della Lombardia, considerando l'ubicazione dei siti minerari dismessi e i minerali cavati al loro interno, i complessi rocciosi di appartenenza, i distretti o bacini estrattivi storicamente ed economicamente importanti, accomunati da marcate affinità geogiacimentologiche.
Sono stati individuati sul territorio lombardo undici aree (ambiti, areali, campi o domini), ciascuna contrassegnata da propri caratteri distintivi e comprendenti al loro interno, un certo numero di siti minerari dismessi.
Per dare un'identità territoriale a questi areali se ne è esteso il perimetro sino ai confini amministrativi dei comuni di appartenenza dei singoli siti minerari, trasformando gli areali in ambiti territoriali.
Sono stati individuati 11 raggruppamenti significativi di siti minerari dismessi definiti Ambiti Territoriali di Interesse Minerario (ATIM). Gli ATIM così definiti hanno quindi pertinenza amministrativa, anziché solo mineraria, essendo ciascuno dotato di un proprio profilo geologico, giacimentologico e storico-economico-minerario e inoltre contraddistinto da una propria connotazione geografica, varietà di minerali estratti e tipo di giacimenti presenti.


Parchi Geominerari

All'interno degli ATIM sono stati individuati i seguenti sei Parchi Geominerari, anche in funzione delle esistenti attività di valorizzazione.
1. Parco geominerario della Via del Ferro della Val Trompia;
2. Parco geominerario della Via del Ferro delle Orobie;
3. Parco geominerario della Via del Piombo e Zinco delle Orobie;
4. Parco geominerario della Fluorite delle Orobie;
5. Parco geominerario della Valsassina;
6. Parco geominerario della Val Malenco.
In alcuni ATIM non sono stati individuati Parchi Geominerari.