Trasformare un problema in un’opportunità

A3FV, grazie alla sua esperienza ventennale nel mondo delle rinnovabili, si fa carico della valutazione preliminare della fattibilità, della progettazione e autorizzazione dell'impianto fotovoltaico da realizzare in cava


I sistemi di fotovoltaico in cava sono una soluzione ottimale di produzione dell'energia, con evidenti ricadute positive sia sul piano economico sia ambientale.  Realizzare un impianto fotovoltaico in cava permette di far fronte a due problemi contemporaneamente: quello territoriale, attraverso un'opera di riqualificazione e valorizzazione di un terreno inutilizzato e quello legato alla crisi energetica e alla necessità di aumentare la quota di rinnovabili sull'energia consumata. Proprio per quest'ultima ragione risulta essere un'ottima risorsa nell'ambito della transizione ecologica in quanto produce energia rinnovabile, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi energetici comunitari senza l'utilizzo di ulteriore suolo. Secondariamente attribuisce al settore estrattivo una funzione etica; non meno importante nell'ambito delle opere di compensazione e mitigazione previste dal progetto fotovoltaico, avvia sul territorio la progettazione di aree "rinaturizzate" creando l'opportunità di recuperare aree ambientali fortemente antropizzate. Basti pensare che in Italia i Comuni con una cava dismessa sul proprio territorio sono 1.687, di cui 1.152 quelli con almeno due siti abbandonati. Un numero impressionante, soprattutto se si pensa al loro impatto paesaggistico e al mancato utilizzo del terreno. Riqualificazione sembra quindi la parola d'ordine per trasformare un problema in un'opportunità.

Sul territorio nazionale sono presenti molteplici aree di cava o bacini di cava che hanno già subito una metamorfosi per mano dell'uomo e possono essere riconvertiti in quanto idonee ex lege alla produzione di energia rinnovabile e possono ritenersi aree prioritarie di intervento.
Senza dimenticare che il legislatore ha emanato disposizioni che semplificano gli iter autorizzativi in queste aree e la tecnologia ha compiuto passi da gigante migliorando le performance degli impianti fotovoltaici.


COME OPERA A3FV
A3FV è il ponte che unisce i proprietari di terreni, cave e bacini inutilizzati con i primari investitori e multi-utility italiane ed estere, attivi nella realizzazione di grandi centrali a fonte rinnovabile.

A3FV mette in campo tutta la sua esperienza ventennale nel mondo delle rinnovabili facendosi carico della valutazione preliminare di fattibilità, della progettazione e autorizzazione dell'impianto da realizzare. In casi specifici supervisiona e coordina anche i lavori di costruzione. Questo significa che chi possiede un terreno o una cava inutilizzata non deve occuparsi di nulla al di fuori di concordare un canone di affitto, mettendo così a reddito uno spazio inutilizzato, senza più occuparsi di sostenere inutili costi di necessaria manutenzione.

Ma se il proprietario dello spazio volesse investire direttamente?
Consideriamo per praticità un impianto fotovoltaico con una capacità di 1 MWp (Megawatt), la quantità di energia prodotta annualmente dipende principalmente dall'efficienza del sistema e dalla quantità di sole ricevuta nel luogo di installazione. In media, possiamo assumere che un impianto da 1 MWp ad inseguimento possa produrre circa 1.550.000 kWh all'anno in area nord (circa 200 ore in più se realizzato al centro sud), capaci di garantire un fatturato medio annuo che, dedotti i costi operativi dell'impianto (come la manutenzione, l'assicurazione e l'amministrazione), gli ammortamenti, ecc... garantisce un tempo di ritorno dell'investimento inferiore ai 10 anni, a fronte di una vita utile di impianto superiore ai 30. Inoltre, questo calcolo non tiene conto degli eventuali incentivi disponibili per alcune categorie di impianto particolarmente virtuose (ad esempio impianti realizzati su ex-cave o discarica) che contribuiscono a rendere più che certi i fatturati per i primi anni di esercizio dell'impianto, riducendo il rischio di investimento.
 

A3FV: CASI DI SUCCESSO IN PIEMONTE
L'impianto fotovoltaico di cava Toppetti a San Giorgio Canavese (TO), di proprietà di una primaria realtà del settore elettrico italiano, sorge su una ex cava di argilla di circa 16 ettari. Una volta completato, l'impianto potrà contare su una potenza di circa 11 MWp e una produzione prevista di oltre 18.682 MWh/anno, pari al fabbisogno di circa 5.700 famiglie equivalenti. La messa in esercizio è prevista per febbraio 2024. I vantaggi non riguardano esclusivamente la produzione di energia rinnovabile, ma in fase di progettazione si è posta particolare attenzione alle peculiarità del territorio circostante e alla riqualificazione dell'intera area. Il rimboschimento della cava, anche sotto i pannelli e nelle zone più scoscese è affidata a paesaggisti e agronomi specializzati che lavorano affinché le specie autoctone vengano preservate e che le tipologie di piante introdotte possano convivere in armonia.

Una situazione simile si riscontra a cava Costanza a Briona, vicino a Novara, dove una primaria società internazionale ha investito nella riqualificazione di una cava parzialmente dismessa. L'area interessata dall'impianto occupa circa 18 ettari e ospiterà un parco fotovoltaico da 15 MWp. A3FV ne ha seguito lo sviluppo e l'iter autorizzativo e nel 2024 l'impianto fotovoltaico inizierà a produrre oltre 21.245 MWh/anno di energia rinnovabile sufficienti a soddisfare il fabbisogno di oltre 6500 famiglie equivalenti. Anche in questo caso sono state previste opere di riqualificazione delle aree verdi, per esempio l'inserimento di una siepe a supporto di specie autoctone, ma soprattutto la riqualificazione del laghetto presente nell'area est dell'impianto. È stata infatti prevista un'area adatta alla proliferazione della sympecma paedisca, una specie di libellula che è a rischio estinzione.

Una cava o un terreno inutilizzato? A3FV è il partner ideale per valutare se è idoneo per essere messo a reddito.