Un meritato rinnovamento

Sono in corso le operazioni di impermeabilizzazione del Canale Villoresi, che vedono Holcim Italia protagonista con il suo calcestruzzo ecologico ECOPact, recentemente introdotto sul mercato italiano

Le origini del Canale Villoresi risalgono al XIX secolo, quando iniziarono a essere discussi alcuni progetti finalizzati a portare acqua nelle terre a nord di Milano, al tempo molto aride. Tra questi, nel 1862 venne scelto quello dell'ingegnere da cui il canale prende il nome, ovvero Eugenio Villoresi, progetto realizzato in collaborazione col nipote, l'ingegnere Meraviglia. Sarà però il figlio, Luigi Villoresi, a vedere realizzate le idee del padre: i lavori, infatti, iniziarono nel 1882, con un primo tratto del canale inaugurato già nel 1884. Il Villoresi, tra i canali artificiali più lunghi d'Italia, si estende per 86 km e parte dal Ticino, nello specifico dalla diga del Panperduto nel comune di Somma Lombardo (VA), per poi gettarsi nell'Adda presso Cassano d'Adda. Attorno allo sviluppo di questa importante opera idraulica è sorto poi il Consorzio, antenato dell'attuale Est Ticino Villoresi (ETVilloresi), proprietario dello storico vettore e gestore per conto di Regione Lombardia del Sistema dei Navigli e di altri cavi minori nel Basso Pavese. Oggi il Consorzio regola un reticolo composto da oltre 4.000 km di canali.

Nonostante l'irrigazione fosse lo scopo principale del Canale Villoresi, la costruzione di alcune conche di navigazione lo ha reso parzialmente navigabile ai barconi per il trasporto della sabbia. Nel corso degli anni, le sue acque non solo sono diventate fonte di energia, ma hanno anche alimentato l'intero sito alle porte di Milano (compresi gli specchi d'acqua e le fontane della Lake Arena) che ha ospitato l'EXPO nel 2015. Ma la rilevanza di questo canale non si esaurisce qui: tutta la rete idraulica costituisce un'importante attrazione turistica e di fruizione per i cittadini; soprattutto, permette la conservazione di un ecosistema molto ricco di biodiversità.
Per tutti questi motivi, la priorità numero uno è quella di evitare sprechi di risorse idriche. I numerosi interventi di manutenzione e impermeabilizzazione dei canali irrigui sono la testimonianza dell'impegno in questo senso del Consorzio Est Ticino Villoresi, committente tra l'altro dell'intervento in corso sul Canale Villoresi.

Il perchè dell'impermebilizzazione
Nonostante la natura capillare del reticolo idrico superficiale e gli apporti d'acqua derivanti dai grandi laghi, le ultime stagioni irrigue sono state interessate da pesanti crisi idriche, che hanno messo a dura prova il comparto agricolo. Tale situazione è stata generata da una pluralità di cause. Innanzitutto, i cambiamenti climatici, che portano a una differente distribuzione delle precipitazioni nel corso dell'anno con forti fenomeni concentrati in pochi episodi.

Altro fattore che ha inciso significativamente sulle difficoltà di irrigazione è la forte urbanizzazione registrata negli ultimi decenni, che ha impoverito e reso vulnerabile il reticolo idrico superficiale con l'interruzione della continuità idraulica di molti sistemi locali e al contempo ha aggravato il pericolo di alluvioni, considerata l'aumentata impermeabilità dei suoli. Lo sviluppo urbano che si è verificato nell'alta pianura lombarda nuoce inoltre alla naturale ricarica delle falde sotterranee, poiché le acque di pioggia riescono ad infiltrarsi nel suolo in misura molto più ridotta rispetto al passato. L'azione operata nel tempo dai cicli di gelo e disgelo, l'erosione prodotta dalla corrente d'acqua e l'attacco da parte delle radici degli alberi hanno determinato le attuali condizioni di deterioramento del rivestimento del canale.

L'intervento
Il progetto è finalizzato a completare il rifacimento del rivestimento delle sponde e del fondo del canale in alcuni punti critici al fine di recuperare acqua da destinare al soddisfacimento del fabbisogno irriguo del comprensorio consortile.

L'intervento triennale, reso possibile da un importante finanziamento (oltre 20 milioni di euro) assegnato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti insieme al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, è suddiviso in 4 lotti per complessivi 12 km circa di canale e interessa i Comuni di Somma Lombardo e Vizzola Ticino in provincia di Varese e di Arconate, Busto Garolfo e Parabiago in provincia di Milano.

Nei cantieri in corso nei lotti 2, 3 e 4, i lavori sono stati affidati all'ATI tra le imprese Civelli Costruzioni di Gavirate (VA), la Giudici Spa di Rogno (BG) e la Puricelli Ambiente Verde di Varese, che si occupa appunto della parte ambientale. La direzione dei lavori per i lotti 2 e 3 è seguita dall'Ing. Alessandro Di Leo, mentre quella per il lotto 4 dall'Ing. Pietro Randazzo, entrambi in servizio presso il Consorzio ETVilloresi. Le imprese costruttrici hanno avuto un ruolo paritario nell'esecuzione dei lavori e si sono quindi divise i tratti per avere anche più risorse e personale disponibile.
Abbiamo parlato con il Direttore Tecnico della Civelli Srl, Marco Lauro, che ci ha spiegato quale procedimento è stato seguito per portare a termine l'opera: "I lavori sono iniziati lo scorso anno durante la prima asciutta, ma sono stati interrotti dopo un mese a causa della pandemia. A novembre 2020 le attività sono state riprese recuperando tutta la produzione dell'anno prima, e ad aprile 2021 è stato terminato il 75% di tutto il lavoro. Il 25% rimanente verrà svolto durante la terza asciutta, che era già stata prevista in progetto".

L'opera è incentrata sull'impermeabilizzazione del canale. Sostanzialmente il progetto prevedeva di andare a intervenire sul fondo del canale e sulle sponde. Per quanto riguarda le sponde, "è stato realizzato un idrolavaggio sulle vecchie lastrine costituenti il canale. Abbiamo fatto un primo passaggio con lo spritzbeton a umido per consolidare le sponde, dopodiché abbiamo rivestito con lo spritzbeton a secco, di spessore 8 cm", ci ha spiegato Marco Lauro. Al piede della sponda è stato creato un cordolo in cemento armato di contenimento e poi sul fondo, in alcuni tratti, è stata prevista una sorta di stabilizzazione in sito e successivamente è stata realizzata l'asfaltatura del canale, non in senso stradale, ma è stato impiegato un conglomerato bituminoso idraulico, che non ha prestazioni meccaniche bensì, appunto, di impermeabilizzazione.
L'esecuzione dei lavori ha previsto diverse fasi. Inizialmente, le sponde sono state preparate con il taglio piante, la pulizia e il consolidamento delle vecchie lastrine di sponda. Successivamente sono stati realizzati il cordolo e il piede della sponda, quindi si è passati all'impermeabilizzazione delle sponde con spritzbeton a secco. Da ultimo, gli operatori si sono dedicati al fondo ed è stato infine steso il conglomerato bituminoso idraulico.

La Agres Srl, azienda che noleggia macchine per spritzbeton, ha appunto noleggiato alle imprese costruttrici delle macchine dell'Aliva, tre pompe per spritzbeton a secco per la precisione, che ne producevano circa 9 m3 l'ora. Per l'idropulizia è stata usata una macchina della Civelli da idrodemolizione, tarata soltanto per questo scopo a 250 atmosfere e montata su un camion con un braccio, quindi ad alta produzione. Per il fondo sono state utilizzate macchine di proprietà della Civelli Costruzioni, così come gli impianti, uno a Gavirate e uno a Boffalora sopra Ticino. L'azienda, infatti, ha fornito il conglomerato bituminoso idraulico, mentre Holcim Italia ha fornito sia il calcestruzzo che lo spritzbeton, a secco e a umido. Già in passato il calcestruzzo Holcim era stato utilizzato per i lavori di rifacimento delle sponde del canale Villoresi per il lotto relativo al tratto da Limbiate all'Area Expo.

Edilizia più ecologica: ECOPACT DI HOLCIM per il Canale Villoresi
100/150 mc al giorno di spritzbeton, per un totale di quasi 10.000 mc. I calcestruzzi strutturali forniti da Holcim Italia sono stati prodotti con cemento pozzolanico che, in quanto certificato SR, risulta particolarmente indicato in situazioni come questa, in cui le caratteristiche di resistenza agli attacchi chimici e all’acqua risultano di fondamentale importanza.
Per l’impermeabilizzazione delle sponde inclinate di 45° è stato realizzato un calcestruzzo che oltre ad essere impermeabile è antiritiro e, per ottenere i risultati desiderati e ridurre il fenomeno fessurativo, il mix design è stato studiato con l’aggiunta di prodotti specifici.
L’opera in corso è anche uno dei primi cantieri che vede protagonista il calcestruzzo ecologico ECOPact, il brand lanciato recentemente da Holcim Italia sul mercato italiano che identifica la gamma di calcestruzzi green della multinazionale. Al momento ne sono stati forniti quasi 600 mc. “La resistenza agli attacchi chimici e le durabilità sono aspetti essenziali nell’ambito di lavori di impermeabilizzazione come quello che stiamo gestendo nel caso del canale Villoresi”, spiega Marco Lauro. “I calcestruzzi forniti da Holcim ci stanno garantendo i risultati richiesti e attraverso l’utilizzo della gamma ECOPact, che consente di ottenere un risparmio nelle emissioni di CO2, contribuiamo anche noi al raggiungimento di un obiettivo ambientale importante per tutta la filiera delle costruzioni”.
Nella formulazione di questa famiglia di calcestruzzi vengono utilizzati cementi pozzolanici a basso contenuto di clinker, nell’ottica di minimizzare appunto le emissioni di CO2. Inoltre il clinker viene prodotto con un significativo ricorso a materiale inerte riciclato con caratteristiche analoghe alle materie prime naturali, proveniente dalla demolizione del calcestruzzo stesso, in un’ottica di un’economia circolare basata sul risparmio di risorse naturali. “L’opera in sé si sposa con la strategia di sostenibilità che costituisce il fil rouge di tutte le attività dell’azienda. Le opere fluviali, di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica hanno infatti un valore economico e sociale importante per la comunità e noi siamo davvero felici di poter contribuire a costruire a vantaggio di tutti attraverso la fornitura di prodotti ecologici e sostenibili” dichiara Calogero Santamaria, Amministratore Delegato di Holcim Aggregati Calcestruzzi.